Cosa sono i prestiti con delega e come funzionano
Può capitare che avendo in corso un prestito si abbia necessità di ulteriore liquidità. Situazione in cui i prestiti con delega di pagamento consentono a chi ha in corso una cessione del quinto di cedere un’ulteriore quota dello stipendio.
A differenza della cessione del quinto infatti il prestito delegaè accessibile solo ai lavoratori dipendenti in attività di servizio. Sono esclusi dalla platea dei beneficiari i pensionati.
Noto anche come doppio quinto,se affiancato alla cessione quine quinto, il prestito delega consente di cedere fino a un massimo di due quinti dello stipendio. Il tasso è fisso e la rata periodica viene detratta direttamente dalla busta paga del beneficiario.
Ma quanto si ottiene ricorrendo al prestito delega? La somma massima finanziabile viene definita in base al reddito percepito dal richiedente. In ogni caso, alcune banche prevedono dei limiti massimi per la concessione dei prestiti con delega di pagamento.
Chi può ottenere il prestito delega
Hanno accesso ai prestiti con delega di pagamento tutti i lavoratori dipendenti assunti con regolare contratto. Rientrano quindi nella platea dei beneficiari i dipendenti statali, quelli pubblici e i lavoratori dipendenti del settore privato assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Solitamente ai fini dell’accesso al credito è necessario anche poter contare su un’anzianità di serviziopiuttosto elevata. Tra i fattori considerati dall’ente di credito troviamo anche il TFR, che funge da garanzia. In caso di perdita del posto di lavoro, con conseguente inadempimento delle rate, la banca può infatti rifarsi sul Trattamento accumulato dal beneficiario.
A dispetto di quanto si potrebbe pensare, il prestito delega può coesistere con altre trattenute sullo stipendio. A condizione però che in totale le trattenute applicate non eccedano il 50% della busta paga. In altre parole, se si ha in corso un prestito delega, con una rata pari al 40% dello stipendio, sarà possibile attivare un’ulteriore ritenuta in busta paga purché questa non superi il 10%.